Si riprendono le attività commerciali, le perdite ora sono ingenti ma la macchina è appena partita

In questo appuntamento con il nostro Osservatorio, ottenuto dall’elaborazione dei dati forniti dall’ANCMA aggiornati a maggio, vediamo il confronto 2020-2019 di questi primi cinque mesi. I segnali di ripresa ci sono, i numeri non sono eccellenti ma si deve tenere conto di due condizioni limitanti. Le attività commerciali hanno riaperto il 4 maggio, perdendo così qualche giorno di uno dei mesi più importanti per le vendite, ma soprattutto si deve mettere in conto un periodo di inerzia: non tutte attività sono riprese immediatamente al 100%, sia perché la situazione non è ancora stabilizzata (molta gente ha ancora paura di uscire di casa), sia perché c’è incertezza sul futuro. (Per leggere la reazione dei concessionari dopo l’emergenza sanitaria clicca Qui)

Dice Paolo Magri, presidente di ANCMA, commentando i dati di immatricolazione delle due ruote a motore del mese di maggio:
In contesto di crisi gravissima e di totale assenza di misure incentivanti da parte del Governo per il nostro settore, il primo mese di riapertura delle concessionarie raccoglie qualche timido e marginale segnale di vitalità. Un risultato ottenuto solo grazie alle generose politiche commerciali messe in campo dalle case costruttrici, a chi acquista ancora per passione e alla crescente propensione dei cittadini a scegliere le due ruote come soluzione efficace di mobilità della ripartenza”.

I segnali di ripresa dopo il primo mese dall’apertura

Vediamo i numeri del solo mese di maggio (con due giorni lavorativi in meno). Il totale immatricolato, cioè dei mezzi superiori ai 50 cc, si attesta sulle 25.660 unità, con un calo del 10,35% rispetto a maggio 2019.
Tra moto e scooter il risultato migliore spetta a questi ultimi, ne sono stati venduti 14.510, con una flessione del 9,57%. Più marcato invece il calo delle moto, con percentuale del -11,35%, pari a 11.150 veicoli venduti.
Ma il risultato peggiore spetta ai ciclomotori, che si fermano a 1.335 unità con una flessione del 27%. Questo dai dati ANCMA.

Il trimestre marzo-maggio 2020

Il confronto peggiore, ovviamente, è relativo agli ultimi tre mesi di quest’anno, marzo, aprile e maggio, poiché in sostanza si è lavorato due mesi su tre.
Per quanto riguarda le moto si passa da un progressivo di 37.635 immatricolazioni a 15.447, con una perdita percentuale che sfiora il 60% (clicca qui per leggere il dettaglio del mercato moto). Una situazione analoga, solo leggermente migliore, si registra per gli scooter, che passano da 42.894 a 19.473, con una perdita percentuale del -54,6% (clicca qui per leggere il dettaglio del mercato scooter). Il dato peggiore è dei ciclomotori, che passano da 5.142 a 2.062, con percentuale negativa sempre attorno al 60%.

Per quanto riguarda i totali, auto, moto, ciclomotori (più il piccolo contributo dei tricarri e dei quad), nei primi tre mesi dell’anno si sono perse 48.912 immatricolazioni, con un valore percentuale del -56,8%.

Primi cinque mesi dell’anno

Il confronto dei primi cinque mesi dell’anno è più corretto, perché – come abbiamo visto nel precedente numero di Moto Dealer News – il 2020 è partito molto bene, dando buoni segnali di ripresa: tra moto, scooter e ciclomotori nel primo bimestre sono stati venduti 36.332 veicoli, pari a una crescita del 13,2% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Questo va a colmare, sebbene in piccola parte, il vuoto dovuto al lockdown. Nei primi cinque mesi di quest’anno le immatricolazioni delle moto da 52.043 scendono a 31.106, con una perdita percentuale di poco superiore al 40%; gli scooter hanno un andamento leggermente migliore, vanno da 58.202 a 36.530 con una perdita di poco superiore al 37%. Il risultato migliore di questi primi cinque mesi è legato alle vendite dei ciclomotori, che passano da 7.514 a 5.726, con una perdita percentuale inferiore al 24%. In totale, tra moto, scooter (tricarri e quad) vengono a mancare 44.608 vendite, con una perdita del -37,7%.

a cura della Redazione