Con i dati di giugno possiamo rivedere le nostre simulazioni sull’andamento delle immatricolazioni del 2020: il rimbalzo ci porta un po’ di ottimismo, che però compensa solo in parte i danni dovuti al lockdown

Con a disposizione i dati sulle immatricolazioni di giugno 2020, abbiamo più informazioni per rivedere i conteggi e avvicinarci a ciò che potrebbe essere il risultato di questo difficilissimo 2020.

Alcune settimane fa avevamo disegnato tre scenari (clicca qui per leggere l’articolo) – uno cauto, uno ottimistico e uno pessimistico – ipotizzando incentivi pubblici molto ridotti o nulli e utilizzando la relativa rigidità della distribuzione stagionale delle vendite e la relazione storica tra il PIL e le immatricolazioni (in situazioni di crisi, se il PIL cala le vendite dei motocicli diminuiscono in modo proporzionale e prevedibile). Con questi strumenti abbiamo costruito uno scenario base con una riduzione delle immatricolazioni 2020, rispetto al 2019, del -32,2% (157mila veicoli venduti).

Abbiamo poi definito altri due scenari, uno più ottimistico, con un calo del 25,6% (172 mila veicoli) e uno “catastrofico”, con l’ipotesi di un nuovo lockdown nell’ultimo quadrimestre e un calo del mercato del 49,4% (117 mila veicoli).

La buona notizia sulle immatricolazioni 2020 coi dati di giugno

I numeri forniti da ANCMA sono una sorpresa, in positivo: evidenziano infatti un notevole rimbalzo rispetto alla caduta dei mesi precedenti, anche se insufficiente per recuperare le vendite perdute durante il lockdown: a giugno 2020 le immatricolazioni delle moto sono aumentate del +55% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente; quelle degli scooter del +26%. Considerando l’insieme di moto e scooter la crescita si attesta al +37,3%. Sono stati molto meno dinamici i ciclomotori, con una crescita pari al +10,1%.

In valori assoluti si tratta di un incremento, rispetto a giugno 2019, di quasi 6.000 pezzi per le moto, di oltre 4.600 per gli scooter e poche centinaia di pezzi per le rimanenti tipologie di veicoli.

La migliore performance delle moto però non meraviglia, perché hanno da sempre una stagionalità più concentrata nella prima parte dell’anno.

“Questi numeri inducono a un maggiore ottimismo, ma confermano comunque una prospettiva di riduzione consistente delle vendite nell’insieme del 2020 rispetto al 2019”

 

Emergenza rientrata?

Emergenza rientrata quindi? Non ancora. Perché, come detto, questo rimbalzo compensa solo in parte i danni del lockdown: se si considera tutto il periodo gennaio-giugno, le immatricolazioni sono comunque diminuite, rispetto al 2019, del -23,8% per le moto e del -22,5% per gli scooter, con una perdita complessiva di quasi 32.000 pezzi, nonostante il brillante incremento dell’ultimo mese.

Questi numeri inducono a un maggiore ottimismo rispetto agli scenari che abbiamo delineato nello scorso approfondimento di MDN, ma confermano comunque una prospettiva di riduzione consistente delle vendite nell’insieme del 2020 rispetto al 2019: in un mese di vendite storicamente abbastanza elevate come giugno si è recuperato circa un quarto delle perdite cumulate a fine maggio (poco più di 10.000 pezzi su 42.000).

In teoria si potrebbe sperare in una performance analoga in luglio, che normalmente ha vendite simili a giugno, ma anche così mancherebbero ancora circa 20.000 pezzi, da recuperare nei successivi 5 mesi. Come dire una crescita del +27% rispetto alle immatricolazioni del 2019 nello stesso periodo.

Rifacciamo i conti

Sulla base di queste considerazioni abbiamo provato ad aggiornare gli scenari proposti nella scorsa pagina web di MDN. I dati di giugno introducono due elementi di novità entrambi positivi: l’aumento delle immatricolazioni già realizzate e la possibilità che il rimbalzo di giugno si ripeta almeno in larga parte a luglio.

I tre scenari sono stati quindi modificati introducendo i dati “veri” di giugno e, nel caso dello scenario ottimistico, ipotizzando che la tendenza al rialzo di giugno si mantenga, sebbene un po’ attenuata, anche in luglio.

I tre nuovi scenari

Fatte queste considerazioni, andiamo a rifare i conti e vedere i “nuovi” tre scenari (tabella 1):

Scenario base

Si è mantenuto l’approccio prudente, incorporando i buoni dati di giugno ma ipotizzando che la tendenza non si prolunghi a luglio. In queste ipotesi le immatricolazioni complessive di moto e scooter del 2020 ammonterebbero a 179mila unità (-22,9%). Nei mesi luglio-dicembre si realizzerebbe il 40% delle immatricolazioni dell’anno, un valore coerente con i dati storici.

Scenario ottimistico

Si sono mantenute le ipotesi ottimistiche già formulate il mese scorso (incremento delle immatricolazioni di scooter nelle aree metropolitane, per le difficoltà del trasporto pubblico), e si è aggiunta l’ipotesi che il rimbalzo di giugno si prolunghi, sebbene rallentando, in luglio. Le immatricolazioni del 2020 salirebbero così in tutto il 2020 a 209mila, con un decremento rispetto al 2019 pari a -11%. La quota delle immatricolazioni dei mesi luglio-dicembre, pari al +48,3%, sarebbe decisamente al di sopra dei valori medi storici, squilibrio che però potrebbe essere giustificato dall’eccezionalità del lockdown.

Scenario pessimistico

I valori catastrofici sono dovuti a un eventuale nuovo lockdown in autunno, ma i positivi risultati di giugno migliorano la situazione rispetto a quella simulata il mese scorso: le immatricolazioni dell’anno si fermerebbero a 117mila, con una riduzione pari al -38,2% rispetto al 2019. La quota delle immatricolazioni nel periodo luglio-dicembre sarebbe pari al -25,5%, un valore molto inferiore a quello medio dovuto al nuovo lockdown.

Conclusioni sulle immatricolazioni 2020 coi dati di giugno

Lo scenario-base resta infine il più probabile, eventualmente con qualche ulteriore incremento per il mese di luglio, mentre lo scenario catastrofico mantiene a oggi, anche alla luce dell’andamento dell’epidemia in Italia, una bassa probabilità.

Tabella di sviluppo del mercato moto e scooter 2020

Scenari di sviluppo del mercato italiano di Moto e Scooter nel 2020

 

di Marco Scarpinato, Know2Decide