In foto: Paolo Magri, protagonista di questa intervista

L’economia si è fermata in generale, ci sono problemi a tutti i livelli ma ANCMA sta lottando per far presente i nostri al Governo

In questo delicato periodo il compito di ANCMA è determinante, e per di più molto difficile. Da una parte deve trattare con il Governo, che pressato com’è dalle richieste di tutti i settori – industria, commercio, servizi – non risponde in tempi brevi rendendo difficile qualsiasi previsione; dall’altra ci sono da preservare le aziende di moto, di scooter e di biciclette, un impegno che parte dai vertici e arriva fino alle più piccole realtà, come i concessionari e le officine. In questa intervista a Paolo Magri, presidente Confindustria ANCMA, cerchiamo di chiarire meglio le idee.

La situazione è critica ma ci sono delle condizioni favorevoli, come sottolinea lo stesso Magri in un recente comunicato: “È un’ottima idea quella di prevedere agevolazioni per l’e-bike, le bici e i monopattini, ma il ritorno in strada dopo il lockdown sarà contraddistinto da un nuovo protagonismo delle due ruote a tutto tondo nella mobilità individuale, soprattutto nei grandi centri urbani”.

Abbiamo avuto l’occasione di approfondire la questione con il Presidente, ecco il testo dell’intervista, nella quale abbiamo fatto i punto del settore delle due ruote, concentrandoci per lo più su quelle a motore. Un punto focale dell’intervista verte sul futuro di EICMA 2020 e sulla priorità di aiutare le industrie.

Che possibilità ci sono per ottenere gli incentivi per le moto e per gli scooter?

In questo momento non è possibile dare delle certezze. Credo che il Governo stia facendo tutto quanto è nelle sue possibilità per sostenere un’economia che si è fermata in generale, ci sono problemi a tutti i livelli e noi stiamo provando a far presente i nostri. Per adesso la priorità è aiutare le industrie, e questo presuppone che gli incentivi non siano probabili. La nostra industria però non è abituata a piangersi addosso. 

Devo confessarle che di fronte al valore che creiamo e agli ingenti investimenti in ricerca e innovazione che le case motociclistiche mettono in campo per migliorare l’impatto ambientale dei veicoli, siamo pronti nuovamente a colmare, con un dialogo costruttivo e responsabile; quel gap conoscitivo – e talvolta ideologico – che ha portato le istituzioni a dimenticarsi di un settore trainante che, tra le altre cose, offre occupazione a oltre 40mila persone e che nel 2019 ha contribuito con un gettito erariale di oltre 5,5 miliari di euro.

Devo aggiungere che in queste settimane il mercato sta mostrando qualche segnale di vitalità incoraggiante e nel pieno della stagione non possiamo certo influenzare la domanda con l’annuncio di incentivi, risulterebbe dannoso.”

Quali sono le ultime notizie di EICMA 2020?

Al momento non c’è ancora una decisione definitiva. Il nostro interesse primario è tutelare l’industria delle due ruote, con cui è in corso un dialogo intenso, e il nostro grande pubblico.

Stiamo prendendo in esame vari scenari, tra cui evidentemente anche quello di rimandare questa edizione al 2021, perché non possiamo permetterci di scommettere su un futuro così vicino e ancora incerto sotto vari aspetti, da quello sanitario fino a quello economico, visti anche i tempi di organizzazione che sono richiesti per un evento internazionale così importante. Entro i prossimi giorni comunicheremo la decisione definitiva”.

ANCMA è a disposizione dei comuni e delle amministrazioni come consulente per i temi della mobilità urbana?

“Sì, abbiamo dato consigli alla De Micheli, tra questi di non mettere sulle stesse preferenziali biciclette e moto. Credo che i comuni al di là di qualche consiglio abbiano già le persone necessarie e competenti sul tema della mobilità cittadina, ma sul tema moto siamo comunque a disposizione”.

Potrà essere rimandata la scadenza per l’Euro 5?

“È in corso un lavoro serrato a livello europeo, la sensazione è che sarà difficile incassare uno spostamento della scadenza in toto, ma credo che saremo invece in grado di ottenere una soluzione intermedia a livello nazionale, che ci contribuirà in modo significativo a smaltire l’invenduto”.

Ci sono possibilità per un sostegno ai concessionari da parte del Governo?

“Pur non rappresentando direttamente la rete di vendita, siamo strettamente collegati ad essa, ne condividiamo la passione e le difficoltà. Per questo nelle interlocuzioni con il Governo abbiamo rappresentato l’affanno dei concessionari, colpiti all’interno di un mercato dalla forte stagionalità.

Credo che difficilmente si sommeranno misure ad hoc per il settore a quelle già previste, ma sono allo stesso tempo convinto di un nuovo protagonismo delle due ruote, che per la loro maggiore accessibilità avranno un ruolo positivo anche nel mercato della mobilità a vantaggio della rete di vendita”.

Oggi i concessionari devono affrontate un nuovo sistema di vendita, che soluzioni proponete per migliorarla?

Le Case si stanno muovendo in modo molto dinamico e propositivo in questa direzione con soluzioni intelligenti, e anche i concessionari stanno facendo il possibile per agevolare i processi di vendita, consegna e manutenzione. La tecnologia è un alleato fondamentale, ANCMA è a disposizione per mettere a sistema le migliori pratiche e per promuovere il sostegno di esse e della formazione”.

Per concludere questa intervista a Paolo Magri, gli abbiamo chiesto quale sia la sua sensazione riguardo la ripresa?

Ci muoviamo in un contesto di grande incertezza e difficoltà e non possiamo negare di dovere fare i conti con i primi cinque mesi dove abbiamo perso oltre il 37% rispetto all’anno scorso, ma come dicevo il mercato nelle prime settimane di riapertura ha raccolto qualche primo segnale incoraggiante di vitalità.

Questo grazie ad alcune politiche commerciali messe in campo dalle aziende, grazie all’impegno della rete di vendita e a chi acquista ancora per passione e, aspetto interessante, per la crescente propensione dei cittadini a scegliere le due ruote come soluzione efficace di mobilità della ripartenza.

È un’indicazione da non sottovalutare, che dà speranza, come anche la tendenza positiva che abbiamo registrato prima del lockdown, che in qualche misura descrive una domanda che ancora che non necessariamente si è esaurita, anzi”.