Doppia intervista ai manager di Vmoto Soco Italy, l’azienda che importa i veicoli elettrici cinesi Super Soco puntando al futuro della movimentazione in città

Il mercato dei veicoli elettrici da città sta evolvendo in modo rapidissimo, si prospetta un futuro molto brillante. Oggi tra i marchi più importanti nel nostro Paese c’è Super Soco, e la neonata Filiale Italiana sta preparando il terreno per una distribuzione capillare.

Qui presentiamo la Società, facciamo il punto della situazione, specifica e generale, e scopriamo quali potrebbero essere le possibilità per un nuovo business “green”. Per l’intervista a Vmoto Soco Italy ci siamo recati negli uffici milanesi del marchio cinese: abbiamo parlato con Graziano Milone, Amministratore Delegato, per farci presentare la società, e Alessandro Taglioretti, Direttore delle vendite.

Graziano Milone: CEO di Vmoto Soco Italy, Procuratore speciale e Membro del Consiglio di Amministrazione della Vmoto Soco International. Ci spiega le sue cariche?

“Per quanto riguarda l’Italia mi occupo della creazione della prima Filiale Europea del gruppo; per Vmoto Soco Limited, società cinese quotata in borsa all’INDEX Australiano, mi occupo del prodotto, della strategia d’impresa del gruppo a livello mondiale, del marketing e delle decisioni strategiche.

Vmoto Soco è il più storico produttore di ciclomotori elettrici, ed è una società nata con l’obiettivo di produrre solo questo tipo di veicoli. La Cina è all’avanguardia in questo settore perché costretta a passare all’elettrico molti anni fa in primis nelle grandi città afflitte dal devastante problema dell’inquinamento.

“La Super Soco è nata come startup innovativa nel più grande centro tecnologico di Shangai”

Già oltre venti anni fa, quando ho iniziato i miei primi viaggi in Cina, lo sviluppo economico era velocissimo ma anche deregolato, veicoli e fabbriche di tutti i tipi funzionavano senza regole, c’era la produzione di acciaio, lo sfruttamento del carbone… A Pechino e a Shangai l’inquinamento era così elevato che si girava con le mascherine, la gente sveniva per strada e molti erano i decessi causati dall’inquinamento.

Il Governo cinese è stato costretto a legiferare una conversione ecologica rapidissima e così in tanti anni ha accumulato una grandissima esperienza nella movimentazione elettrica. Ecco perché oggi i prodotti cinesi sono all’avanguardia”.

 

La Super Soco com’è posizionata in questa produzione?

“Era una società dotata di tecnologia evoluta grazie alla collaborazione con i maggiori centri di ricerca cinesi ed Europei. Ma non produceva. Nel 2017 ha stipulato un accordo con la Vmoto, storica azienda di ciclomotori cinese condotta da dirigenti con decennale esperienza in aziende motociclistiche giapponesi. Nasce così Vmoto Soco Group.

Ecco da dove arriva lo standard qualitativo che si può riconoscere. Design Europeo, qualità Giapponese. Così è iniziata la produzione di questi mezzi per la città, innovativi nella tecnologia e anche nel design. Ogni anno, infatti, i nuovi modelli Super Soco vincono l’Award design dedicato ai veicoli elettrici, c’è molta ricerca anche in questo senso.

All’EICMA 2017 conosco Super Soco, e i manager del gruppo mi chiedono di seguirli come consulente per espandere il loro business all’estero. Nel 2019 diventa operativa la Vmoto Soco Italy, e da settembre la direzione è a Milano, assieme al Super Soco Store, esempio di case History per tutti i nostri concessionari e anche showroom della filiale Italiana”.

Tutto recentissimo, quindi, modelli compresi.

“Il primo, il TS, è del 2017, poi è nato lo scooterino CUX; uno dei nostri primi progetti è la TCMAX una piccola moto L3, quindi paragonabile a una 125. A inizio del 2018 abbiamo cominciato a studiare il mondo del delivery progettando un modello specifico, con tutti gli accorgimenti per quell’uso: telaio robusto, portapacchi integrato posteriore e anteriore, doppio cavalletto, altezze corrette per facilitare il carico… Tanti accorgimenti che lo rendono unico, perché non è un modello adattato al delivery ma nato appositamente per quello scopo”.

Almeno per ora non si va oltre la L3?

“Il tema importante della nostra società è che non vendiamo moto ma strumenti per la mobilità elettrica: L1, L3… Quindi siamo nel segmento dei ciclomotori, oggi arriviamo alla 125, e in futuro arriveremo al massimo a un 150-200, cilindrata intesa come tipologia. Ma parlo sempre di mezzi elettrici per la città, è quello il nostro settore. Abbiamo già allo studio molte novità, ma la tipologia è sempre quella destinata alla mobilità di tutti i giorni, al massimo alle brevi gite fuoriporta”.

“Il tema importante della nostra società è che non vendiamo moto ma strumenti per la mobilità urbana”

Dopo la presentazione della società e del marchio Super Soco, passiamo alla parte operativa, quella che riguarda il mercato e i concessionari. Ne parliamo con Alessandro Taglioretti, il Direttore delle vendite.

La Vmoto Soco Italy è giovanissima, quindi…

“Sì, anche io, qui in azienda, ho iniziato a preparare i miei strumenti a maggio, finito il lockdown; comunque ho un’esperienza di vent’anni nel settore. Oggi mi occupo sostanzialmente di due cose: dell’organizzazione in Italia dei concessionari qualificati e dello sviluppo dei service ufficiali Super Soco”.

In questa intervista al CEO di Vmoto Soco Italy abbiamo parlato di storia di Super Soco, standard qualitativo e design. Quali sono gli altri punti di forza?

La nostra è l’azienda con la gamma più ampia. Si va dal ‘cinquantino’ Cux, che c’è anche brandizzato Ducati, alle piccole moto, sempre categoria L1: la TC, versione cafe racer, la TSx, naked moderna. Poi c’è la nostra piccola moto, categoria L3, la naked TCmax. Inoltre siamo gli unici a offrire un mezzo appositamente studiato per il delivery, non uno scooter adattato: è il VS1, commercializzato con il nostro marchio ‘e-max’ dedicato al professional.

Da questo deriva poi, rivisto nell’estetica, lo scooter L3 CPX, con due batterie, 140 chilometri di autonomia, frenata combinata, motore nel mozzo posteriore, monobraccio, e due posti comodi: è assimilabile a uno scooter tradizionale di buona taglia con ruote di 16 e 14”. Per ora siamo forti nella gamma dei piccoli mezzi per la mobilità urbana, iniziamo a vendere bene”.

A proposito di vendite, i numeri dei veicoli elettrici che vediamo nelle classifiche dell’osservatorio Moto Dealer News sono dovuti allo sharing e, in generale, al settore professionale: perché le vendite al privato ancora non decollano?

“Perché c’è uno scollamento tra il cliente finale, che oggi è pronto ad acquistare un mezzo elettrico per la movimentazione urbana, e i dealer, che ancora restano legati ai mezzi classici. Ma per me oggi la situazione sta cambiando: noi come Super Soco abbiamo dato un’accelerata notevole nelle vendite al privato, e ci aspettiamo incrementi a doppia cifra, anche se i numeri sono ancora piccoli. Questo per due motivi: primo, sono arrivati gli incentivi del Governo per la mobilità urbana elettrica; secondo, noi stiamo organizzando la nostra rete di vendita. L’incentivo è importante, c’è uno sconto del 30% sull’imponibile, che arriva al 40% in caso di rottamazione di un veicolo usato. Poi ci darà una grossa mano la riapertura delle scuole a settembre. È vero che si potranno usare i mezzi pubblici, ma i genitori sono più tranquilli se il figlio va a scuola in autonomia”. (Per la nostra analisi di mercato moto nel 2020 clicca qui)

Non c’è la paura del “motorino”?

“No, perché il mezzo elettrico è percepito diversamente. È un mezzo ‘buono’, non fa paura, e poi piace anche ai ragazzi, oggi è cool. Ha anche altri vantaggi: l’investimento è basso; il bollo non si paga per i primi cinque anni, poi ogni regione agisce in modo autonomo.

L’assicurazione costa la metà e la ricarica pochissimo, per questi mezzi si può fare in casa con la semplice presa domestica. I costi di manutenzione poi sono quasi nulli, ci sono solo da tener d’occhio le gomme e i freni e periodicamente si fa un check in officina, abbiamo un nostro palmare che in pochi secondi verifica lo stato della batteria e del motore”.

Qual è la situazione attuale della rete e cosa proponete a chi vuole diventare un vostro dealer?

Oggi abbiamo circa cento punti vendita, che sono essenzialmente di due tipologie: storici concessionari multibrand che hanno dedicato uno spazio espositivo a Super Soco; nuovi imprenditori che non avevano esperienza nel campo ma che vedono le prospettive e credono nell’investimento. A chi vuole aprire una nuova attività noi proponiamo il nostro Store, e oltre agli accordi commerciali lo supportiamo con l’arredamento e le insegne, questo per uniformare la nostra immagine; l’imprenditore deve pensare al locale e al personale. Per ora riteniamo che uno spazio tra i 60 e 80 metri quadri sia sufficiente, e non è necessaria l’officina, basta che nei pressi ci sia un qualsiasi service. Se è un multibrand chiediamo allestire un corner, che piò andare dai 10 ai 30 metri quadri”.

Per concludere questa intervista a Vmoto Soco Italy, chiediamo ad Alessandro Taglioretti cosa ne pensa della micromobilità. Arriveranno anche i Monopattini?

“Sì, il nostro sarà alto di gamma per specifiche tecniche e design. Arriverà presto”.

di Aldo Ballerini