L’archivio storico dei dati di Moto Dealer news, e i numeri dei primi cinque mesi dell’anno, ci permettono di fare una previsione sulle immatricolazioni 2020. Ecco tre possibili scenari: dal catastrofico all’ottimistico

L’ANCMA ha pubblicato i dati sulle immatricolazioni dei primi 5 mesi del 2020; questo il secco responso: -37,7% rispetto al 2019. La perdita, dopo l’incremento di gennaio e febbraio (+10,2% per moto e scooter) è concentrata nei mesi del lockdown, marzo e aprile, mentre a maggio il calo è “solo” del 10,3%.

Considerato che i dealer hanno riaperto il 4 maggio, e che le restrizioni alla circolazione sono proseguite per buona parte del mese, è un risultato relativamente incoraggiante. La domanda che ora tutti si pongono è: come andrà nei prossimi mesi, fino a dicembre 2020?

Restano le incertezze

Ci sono ancora troppe incertezze per formulare delle previsioni attendibili, anche perché si è creata una situazione unica, questo nel periodo dal dopoguerra ad oggi, quasi 75 anni di storia.

Per quanto riguarda gli impatti sul settore delle due ruote sono unici in particolare il crollo del PIL, che riduce i consumi soprattutto dei beni durevoli, e gli effetti delle norme di distanziamento sociale sul trasporto pubblico, che nelle aree metropolitane potrebbero stimolare la domanda di scooter.

Le simulazioni

In questo quadro è possibile fare qualche simulazione, utilizzando l’informazione che si può estrarre dal passato e facendo delle ipotesi sui fenomeni che non possiamo prevedere, creando così dei possibili scenari. Non una previsione, ma una simulazione delle dimensioni attese del mercato in funzione delle nostre ipotesi; un modo per capire quali sono le possibili evoluzioni del mercato, ed eventualmente valutare la probabilità dei diversi scenari.

I fattori chiave che storicamente influenzano la domanda di moto e scooter sono tre: stagionalità, PIL e incentivi.

La stagionalità

La distribuzione stagionale delle vendite è da molto tempo un dato stabile. La banca dati dell’Osservatorio Moto di Moto Dealer News, che contiene le immatricolazioni per modello dal 2006 a oggi, evidenzia un’impressionante stabilità delle vendite per mese, con un picco a maggio per le moto e tra maggio e luglio per gli scooter, che hanno una concentrazione stagionale delle vendite meno accentuata.

Nel periodo gennaio-maggio in particolare si è venduto in media il 48,6% delle Moto e Scooter dell’anno; se si considera il solo periodo più recente (2013-2019) la percentuale scende leggermente (47,4%), con variazioni minime in ciascun anno, nell’ordine di non più di 1 o 2 punti. Sulla base di queste conoscenze, a fine maggio era quindi possibile fare una buona previsione delle vendite totali dell’anno, ma il lockdown di marzo e aprile ha scombinato le carte, e ora si profilano due scenari. Ecco cosa potrà succedere alle vendite nei prossimi mesi:

1) potrebbero seguire lo schema tradizionale, se si ipotizza che gli acquirenti di marzo e aprile, avendo ormai perso due mesi di uso, preferiscano rinviare l’acquisto di un anno;

2) potrebbero recuperare almeno una parte della domanda compressa dal lockdown.

Il PIL e le vendite delle moto

Il secondo fattore che da diversi anni influenza direttamente la domanda di moto e scooter è la dinamica del PIL. All’aumento del reddito corrisponde un incremento delle immatricolazioni, e viceversa, se diminuisce il PIL diminuiscono le immatricolazioni. Consolidate tecniche statistiche (analisi di regressione) ci permettono di stimare una funzione che, dato il PIL, calcola le immatricolazioni attese.

L’analisi, molto interessante per chi ama i dettagli tecnici, è sintetizzata nella Figura 2: sull’asse orizzontale è riportato il PIL negli anni 2013-2019; sull’asse verticale ci sono le immatricolazioni delle moto e degli scooter; nella figura è riportata inoltre la funzione matematica per calcolare le immatricolazioni “attese” e la linea che le rappresenta. Come si vede le immatricolazioni attese (sulla linea) sono molto prossime a quelle reali (i punti).

Dal 2013 al 2019 l’analisi è molto precisa: conoscendo il PIL, si possono calcolare le immatricolazioni attese, con un errore massimo dell’1-1,5%.

Non conosciamo ancora il PIL 2020, ma disponiamo di un ampio numero di previsioni di istituti e centri di ricerca qualificati: se non ci sarà una seconda ondata dell’epidemia, con nuovi lockdown, il PIL subirà un calo tra l’8,3% (Istat) e il 9,6% (Confindustria); più pessimista solo l’OECD, che prevede un -11,3%; se, entro fine anno, si renderanno necessari ulteriori blocchi dell’attività produttiva causa corona virus, la riduzione del PIL sarà del 13-14%.

Al netto degli incentivi

Se oggi arrivassero gli incentivi statali potrebbero avere un impatto anche importante sul mercato, migliorando in misura consistente il nostro scenario ottimistico; se arrivassero più tardi, vista la stagionalità del mercato, avrebbero invece un impatto ben più limitato, forse negativo, molti rimanderebbero l’acquisto per aspettarli, con l’incertezza che ne segue.
Vista la situazione in queste simulazioni non li consideriamo.

Scenario cauto: -32,2%

Con questi elementi possiamo formulare uno scenario di base: con una riduzione del PIL del 9% (una valutazione media tra quelle prevalenti), le immatricolazioni totali delle moto e degli scooter nel 2020 sarebbero pari a 157 mila pezzi, con una riduzione, rispetto al 2019, del -32,2%.
È una “previsione” abbastanza cauta: nel periodo giugno-dicembre si immatricolerebbero 89 mila pezzi, il 57% del totale annuo, 4,4 punti in più della media storica discussa più sopra, un dato più che sostenibile con l’ipotesi del manifestarsi di una domanda compressa artificialmente in marzo e aprile.

Scenario pessimistico: -49,4%

Uno scenario pessimistico è invece basato su una nuova massiccia diffusione del Covid, con nuove chiusure di attività produttive entro fine anno, e una caduta del PIL del 14%: in questo caso il 2020 si chiuderebbe con 117 mila immatricolazioni, un calo del 49,4% rispetto al 2019; nel periodo giugno-dicembre si venderebbero 49 mila pezzi, pari al 42,2% del totale anno, oltre 10 punti al di sotto della media storica. Valori evidentemente eccezionali, in negativo, in un anno straordinariamente sfortunato.

Questo scenario catastrofico, al momento ha una bassa probabilità di realizzazione: mentre si manifestano qua e là, in Italia e altrove, focolai locali dell’epidemia, una nuova esplosione legata alla stagionalità dei virus influenzali si potrebbe manifestare semmai nel 2021, considerato che il picco della stagione influenzale si manifesta normalmente tra gennaio e febbraio.

Scenario ottimistico: -25,6%

Uno scenario ottimistico, infine, si può costruire con una combinazione di diverse ipotesi favorevoli: una riduzione del PIL limitata all’8,3% (Istat), l’emergere nelle aree metropolitane di una domanda addizionale di scooter dovuta alle difficoltà del trasporto pubblico a causa delle norme di distanziamento sociale, la presenza di incentivi pubblici locali.

La migliore dinamica del PIL può apportare 6.000 pezzi, utilizzando il metodo di calcolo discusso più sopra. A questa aggiungiamo l’effetto dell’isolamento sociale, che porterebbe a una domanda addizionale di veicoli a due ruote, ma nelle sole aree metropolitane, del 15%, per un totale di circa 10.000 pezzi.

In questo scenario ottimistico le immatricolazioni 2020 raggiungerebbero quindi le 172 mila unità, con una riduzione del 25,6% rispetto al 2019. Le vendite giugno-dicembre, pari a 105 mila pezzi, rappresenterebbero il 60,7% delle vendite dell’anno, 8,1 punti sopra della media storica.

Dato negativo, svolta positiva

Per costruire questi scenari, sintetizzati nella Tabella 3, abbiamo cercato di fare delle previsioni più realistiche possibile; resta tuttavia una grande incertezza sul futuro.

A nostro giudizio nello scenario con maggiore probabilità le immatricolazioni 2020 caleranno di circa il 30% rispetto al 2019: certo, è un dato negativo, ma segnerebbe una svolta positiva rispetto al lockdown, e soprattutto permetterebbe di smobilizzare il grosso dei magazzini. In uno scenario più ottimista, meno probabile ma non impossibile, il calo sarebbe nell’ordine del 26%. Per completezza, ma più per scaramanzia, abbiamo inserito anche uno scenario catastrofico, con ulteriori periodi di lockdown nella seconda metà dell’anno: un’ipotesi poco probabile, ma che porterebbe ad un abbattimento delle vendite annue quasi del 50%.

(Per vedere il resoconto del nostro sondaggio ai concessionari dopo l’emergenza sanitaria clicca qui)

di Marco Scarpinato