Come andrà questo 2020 – Le simulazioni delle immatricolazioni coi dati di settembre

Come si chiuderà questo 2020? Anche i dati di settembre ci fanno ben sperare per i numeri. Attenzione però al fatturato

Continua la nostra simulazione dell’andamento del mercato delle due ruote 2020 sulla base delle immatricolazioni registrate nel corso dell’anno. Siamo partiti con i dati di maggio, ricordiamo che la situazione era piuttosto sconfortante: con i dati di allora la simulazione più ottimistica prospettava una perdita del 25% delle vendite. Non erano solo i nostri numeri delle due ruote a suggerirci un risultato così sconfortante, la situazione del mercato in generale era tragica. Poi di mese in mese le cose sono andate migliorando e si sono verificati recuperi da record: giugno +37%, luglio +25,7%, agosto +41,2%. Ora aggiungiamo i dati di settembre sulle immatricolazioni 2020, fortunatamente ottimi anche questi, e ripartiamo da qui: la nostra simulazione sta diventando sempre più precisa. (Per tutte le altre news di mercato clicca qui)

Con i dati di settembre alla mano, le simulazioni delle immatricolazioni 2020 indicano una continua ripresa

Le immatricolazioni di moto e scooter continuano a seguire il trend positivo degli ultimi mesi: a settembre c’è stato un incremento del +29,8% rispetto a quelle di settembre 2019; una variazione molto simile a quella che si osserva confrontando le immatricolazioni giugno-agosto 2020, sempre rispetto al 2019 (+32,8%).

“Stiamo parlando dei volumi di immatricolato, non del fatturato: probabilmente questa dinamica è meno favorevole”

Questa aspettativa è giustificata da diverse considerazioni. In primo luogo è cresciuto il peso delle cilindrate minori, fino a 125 cc, sia nelle moto che negli scooter: nelle moto è aumentato anche il peso delle cilindrate fino a 800 cc a scapito di quelle maggiori; negli scooter cresce il peso delle cilindrate fino a 500 cc, a scapito di quelle superiori.

Rallentano i marchi premium

Se si guarda alla dinamica dei marchi, poi, si osserva che quelli premium sono risultati tra i meno dinamici. Le vendite vanno bene ma il mercato premia mezzi, scooter ma anche moto, dai prezzi abbordabili: basta dare un’occhiata alle top 10 per trovare ai primi posti modelli più economici.

In terzo luogo le aziende, per stimolare l’acquisto, hanno lanciato numerose campagne promozionali che hanno inciso sui prezzi.

Scenario ottimistico

Se ci focalizziamo sui volumi di immatricolazione osserviamo che il mercato mantiene, almeno dal mese di giugno, una dinamica elevata, molto maggiore di quella del 2019 nello stesso periodo, in una misura approssimativamente pari al 30%. Facendo una proiezione matematica si vede che se questo trend continuasse fino a dicembre permetterebbe di raggiungere un livello annuale quasi pari a quello del 2019: 228 mila pezzi, corrispondenti a una variazione del -1,6%. Con un po’ d fortuna, e molta promozione, i risultati potrebbero essere anche migliori.

Scenario catastrofico

Ogni giorno sentiamo parlare di un nuovo lockdown. Tutti lavoriamo per scongiurarlo, ma ipotizziamo comunque uno scenario “catastrofico” per novembre e dicembre: un duro lockdown, che comporta un blocco quasi totale delle vendite, come è successo ad aprile. Ma siamo già a ottobre e i giochi per il 2020 sono quasi completamente fatti: anche in questa ipotesi comunque l’anno si chiuderebbe a 206 mila pezzi, pari a -11,2% rispetto al 2019, ben al di sopra delle più rosee aspettative dello scorso maggio. Al momento questo rimane comunque uno scenario a bassa probabilità, per lo meno in questa forma estrema: sono più plausibili scenari di lockdown “mite”, localizzato in zone specifiche, o concentrato in alcune attività, con impatto contenuto sull’attività economica.

Scenario intermedio

Tra questi estremi c’è lo scenario intermedio, basato sull’ipotesi che le immatricolazioni dell’ultimo trimestre siano un po’ superiori a quelle dell’anno passato, ma con un differenziale un po’ più basso rispetto a quello degli ultimi mesi. In questo quadro le vendite annuali 2020 ammonterebbero a 218 mila pezzi, con una variazione, rispetto all’anno precedente, pari a -6%: una performance molto migliore della media degli altri settori e del Pil, atteso a -9% (Tabella 1). Ricordiamo, come già fatto negli articoli dei mesi scorsi, che quelle appena formulate sono semplici simulazioni di quello che può accadere in presenza di determinate ipotesi. Non si tratta di previsioni, impossibili nelle attuali condizioni, non solo per l’incertezza, ma per il fatto che ci troviamo in condizioni notevolmente diverse dal passato, e quindi non possiamo utilizzare i comportamenti “storici” come guida per la previsione.

Marco Scarpinato, Know2Decide