Rivediamo lo scenario del mercato alla luce dei dati delle immatricolazioni fino ad agosto 2020, mese eccezionale che ci fa ben sperare. Anche se…

A partire da giugno abbiamo simulato gli andamenti del mercato delle due ruote 2020 sulla base delle immatricolazioni realizzate nel corso dell’anno. Non si tratta di previsioni, perché la situazione è troppo incerta per poterne fare, ma di simulazioni. Su questo scenario abbiamo poi costruito degli scenari derivati, inserendo delle ipotesi ottimistiche e pessimistiche. Vediamo le simulazioni delle immatricolazioni 2020 coi dati di agosto.

Le incertezze di giugno

A giugno, sulla base dei dati disponibili fino a fine maggio, la simulazione calcolava una riduzione del mercato, a fine 2020, pari a -32,2%, per un totale di 157 mila pezzi, che migliorava a -25,6% a fronte di ipotesi più ottimistiche. La simulazione prendeva atto del rimbalzo di maggio dopo le chiusure di marzo e aprile, ma rimaneva cauta rispetto al proseguimento di questo recupero, tenuto conto delle stagionalità storiche delle vendite e soprattutto della riduzione attesa del Pil, che, in passato, ha sempre influito negativamente sulle vendite.
Tra gli elementi positivi c’erano invece da considerare i vincoli posti al trasporto pubblico per il rispetto del distanziamento sociale, che avrebbero spinto a preferire la mobilità individuale a due ruote, soprattutto in ambito urbano e metropolitano, a vantaggio principalmente degli scooter. (Per le simulazioni coi dati di giugno clicca qui)

Bene luglio, sorpresa agosto

A luglio, sulla base dei dati disponibili a fine giugno, il quadro migliorava: nello scenario base si è calcolata una riduzione delle immatricolazioni attese sul totale anno pari a -22,9% (179 mila pezzi), con un miglioramento a -11% (206 mila pezzi) nello scenario ottimistico. La simulazione continuava a tenere conto dell’impatto negativo della riduzione del Pil sulle immatricolazioni e rimaneva prudente sulla prosecuzione del rimbalzo, almeno con quelle dimensioni, nel mese di luglio.

I dati sulle immatricolazioni di luglio e agosto sono molto positivi e inducono ad un maggiore ottimismo: l’incremento delle vendite nel bimestre è stato pari al 29,6% (+ 24,6% in luglio e addirittura +42,1% in agosto), corrispondenti ad un incremento di 7.264 pezzi in luglio rispetto al 2019 (36.826 nel 2020 contro 29.562 nel 2019) e di 4.922 pezzi in agosto (16.621 nel 2020 contro 11.699 nel 2019). Considerando l’insieme del periodo Gennaio-Agosto le immatricolazioni complessive di moto e scooter restano inferiori a quelle del 2019, con un calo dell’11%: 160.138 contro 179.870 nel 2019. Il gap cumulato è pari quindi a quasi 20.000 pezzi (19.732, per l’esattezza).

“I dati sulle immatricolazioni di luglio e agosto sono molto positivi e inducono ad un maggiore ottimismo”

I dubbi sul fatturato

I dati sul fatturato, non disponibili, potrebbero dare un segnale meno positivo: negli scooter vanno meglio le cilindrate 126-200 cc, e in controtendenza, quindi con segno positivo, i veicoli oltre i 500 cc (ma su numeri ridotti). Nelle moto la ripresa è più marcata per le cilindrate minori e medie; sempre nelle moto i marchi premium quali Ducati, BMW, Harley-Davidson e, in minor misura, Triumph, hanno fatto registrare performance considerevolmente inferiori rispetto alla media del comparto.

Anche con i dati di agosto alla mano sulle simulazioni delle immatricolazioni 2020 il recupero risulta difficile

Gli spazi per recuperare questo gap nell’ultimo quadrimestre dell’anno sono piuttosto limitati: le immatricolazioni dello scorso anno in questo periodo sono state pari a 51.720 unità. Per coprire questo gap bisognerebbe incrementare le vendite degli ultimi 4 mesi di quasi il 40%. Un valore non impossibile alla luce di quanto accaduto ad agosto e, in misura meno diffusa, a giugno e luglio, ma obiettivamente ottimistico. In favore dell’ottimismo giocano oltre ai positivi andamenti del secondo quadrimestre, altri fattori: la parziale ripresa del Pil attesa per l’autunno; le prime indicazioni sulla mobilità dopo le vacanze, che vedono una compressione nell’uso del mezzo pubblico e un incremento dell’uso dei mezzi a due ruote, sia motorizzati che non, inclusi monopattini e biciclette.

Due ruote al posto di quattro?

Vi è inoltre un’altra ipotesi da considerare, l’effetto di sostituzione delle auto, che potrebbe anche aiutare a spiegare le buone sorprese del mercato moto da maggio in avanti: si tratta della possibilità che in alcune famiglie la difficoltà di acquistare e mantenere un’auto (magari la seconda) per la crisi economica, spinga a sostituirla con un veicolo a due ruote: nel periodo gennaio-agosto 2020 le immatricolazioni auto sono state del 39% inferiori a quelle del 2019, nonostante la ripresa di agosto, a seguito degli incentivi all’acquisto; da gennaio ad agosto si sono vendute oltre 500mila vetture in meno rispetto al 2019, e se solo il 5-10% di queste fossero sostituite da moto e scooter, sarebbero 25-50 mila motocicli immatricolati in più.

Rispetto agli scenari delineati nei mesi scorsi, si è ridotta l’incertezza rispetto alla dinamica annuale del Pil, che si collocherà molto probabilmente intorno a -9%, come confermato dalle stime ufficiali recenti del Governo italiano. Per raggiungere questo risultato, considerata la forte flessione dei primi 5 mesi dell’anno, l’ultimo quadrimestre segnerà necessariamente un incremento.

Scenari di sviluppo del mercato italiano di Moto e Scooter 2020

Scenari di sviluppo del mercato italiano di Moto e Scooter 2020

I limiti al recupero

Al momento appare poco probabile un nuovo lockdown totale, ma ci potrebbero essere alcune restrizioni ulteriori su particolari attività (prevalentemente ricreative e sportive, in parte scolastiche), e un’ulteriore incentivazione allo smart work. Questi fattori potrebbero ridurre la domanda di mobilità e colpire con ulteriori restrizioni il trasporto pubblico: l’effetto finale sul mercato a due ruote potrebbe essere tuttavia contenuto (grazie alle limitazioni al trasporto pubblico), considerando che non si dovrebbe avere una nuova chiusura generalizzata dei punti vendita in cui è possibile evitare assembramenti. Abbiamo quindi escluso lo scenario lockdown esteso, almeno fino a fine anno, dalle nostre analisi.

I tre scenari

Sulla base di queste considerazioni abbiamo costruito i tre scenari sintetizzati nella tabella 1.

Scenario base

È costruito sull’ipotesi che la ripresa osservata nei mesi di maggio-agosto rallenti a partire da settembre, e la dinamica si riavvicini ai valori medi dello scorso anno. Per chi ama i dettagli matematici, si è ipotizzato che il rapporto tra le immatricolazioni dell’ultimo quadrimestre e quelle totali nell’anno si mantenga pari a quello del 2019. Secondo questo scenario a fine anno le vendite raggiungerebbero le 206 mila unità, con una perdita contenuta rispetto al 2019, pari a -11%.

Scenario pessimista

In questo caso si ipotizza un rallentamento delle immatricolazioni nell’ultimo quadrimestre, che sarebbero pari all’80% di quelle del 2019 nello stesso periodo. Le immatricolazioni totali del 2020 sarebbero pari a 202 mila pezzi, con una perdita, rispetto all’anno precedente, del 13%.

Scenario ottimista

Lo scenario è basato sull’ipotesi che la dinamica del periodo giugno-agosto si mantenga anche nell’ultimo quadrimestre, con una crescita nel quadrimestre, rispetto al 2019, pari al 32,7%. In questo caso le immatricolazioni annuali del 2020 sarebbero pari a 228 mila unità, un valore molto prossimo a quello del 2019 (-1,3%).

Conclusioni sulle immatricolazioni 2020 coi dati di agosto

Lo scenario-base resta il più probabile, eventualmente con qualche ulteriore incremento. Lo scenario pessimista, anche avendo escluso il lockdown, mantiene una probabilità inferiore agli altri. Allo scenario ottimista, alla luce delle positive sorprese degli ultimi mesi, abbiamo assegnato una probabilità media, migliore di quella medio-bassa assegnata in passato. È ragionevole attendersi che il risultato reale a fine anno possa collocarsi a metà strada tra lo scenario ottimista e quello base, ma, come si è visto nei mesi scorsi, la situazione presenta una bassissima prevedibilità e non sappiamo quali siano le ragioni reali dei buoni andamenti recenti.

Marco Scarpinato, Know2Decide